• Francesco Vittone

Volontariato nel Piccolo Tibet d'Italia

English version down below


Canzone consigliata: Big Parade, The Lumineers
Libro consigliato: Il maestro e Margherita, Michail Bulgakov
Attività consigliata: Fare volontariato per aiutare il territorio

Fare volontariato per scoprire il territorio

Il volontariato è un’esperienza che rompe gli schemi e ti apre in modo nuovo al mondo. Oggi vi racconto una delle esperienze più intense della mia vita: il periodo trascorso in Abruzzo vicino al parco del Gran Sasso e all’Aquila nel 2014, facendo volontariato per Legambiente.


Ho vissuto per due settimane sulle colline ai piedi del Gran Sasso in un piccolo villaggio di nome Pescomaggiore. Abbiamo dormito in casette con muri fatti di paglia per l'elevata sismicità del luogo. Il nostro compito era aiutare a tracciare un percorso che dal paesino di Pescomaggiore portasse fino a Santo Stefano di Sessanio passando per i monti vicini al Parco del Gran Sasso.


L’esperienza, tra la vita in comunità e le giornate trascorse in mezzo alla natura, è stata, e non esagero, rivoluzionaria per la mia vita. Ogni mattina trascorrevamo metà giornata sui monti alla ricerca di sentieri tra campi e pascoli e alla ricerca di fonti d'acqua per creare un percorso alternativo di riscoperta del territorio. Perché le fonti d'acqua? Perché serve studiare un percorso dove i viandanti possano anche abbeverarsi durante il cammino, vista anche l'assenza di ombra.

Uno dei ricordi più vividi che ho è l'arrivo a Santo Stefano di Sessanio: siamo riusciti a disegnare un percorso alternativo a quello delle macchine e dell’asfalto alla riscoperta di luoghi dove il tempo trascorre in maniera diversa, dove grandi pastori abruzzesi proteggono greggi di pecore come bianche sentinelle e dove i pascoli si perdono nell’orizzonte pettinati dal vento che arriva dall’Adriatico.

Perché fare volontariato

Pertanto vi consiglio con tutto il cuore un’esperienza di volontariato perché:

  1. Una piccola rivoluzione: può sembrare scontato, ma è assolutamente vero. Aiutare le persone, la natura e gli animali arricchisce sia chi riceve sia chi dà., offrendo la possibilità di capire che la felicità non si trova nelle cose ma è uno stato d’animo. La felicità è essere e non avere. Io, dopo quei giorni trascorsi in Abruzzo, una mia piccola rivoluzione personale l'ho vissuta. Vivere un’esperienza di volontariato ti fa capire che la felicità autentica non è data dal posto più bello del mondo o dall’hotel più bello o caro del mondo. La felicità si trova nelle piccole cose e nel saperle cogliere, nel condividere i momenti e, infine, nel riuscire a vedere la bellezza in tutto ciò che ci circonda.

  2. Vita di comunità: vivere un’esperienza di volontariato ti fa toccare con mano cosa vuole dire cooperazione. Durante la permanenza tutti ci occupavamo degli spazi comuni e a turni cucinavamo, pulivamo e ci prendevamo cura dell’orto. Forse il ricordo più bello che ho riguardo la vita in comunità è il momento cucina. Ogni giorno ciascuno di noi cucinava qualcosa di diverso, mettendo nei piatti i sapori del proprio luogo di origine, mescolati ai prodotti del luogo. Ricordo che cucinavamo molto farro e, fatto straordinario per me ragazzo di città, mangiavamo quello che la natura ci offriva: insalata di ortiche (per chi non la hai mai assaggiata è squisita, come d’altronde anche la zuppa), salvia e rosmarino in pastella dall’orto e poi tisane con i fiori che trovavamo più in alto (piuttosto amare ma sembra facessero bene).

  3. Una nuova prospettiva: fare un’esperienza di volontariato ti offre una nuova prospettiva sulla vita. Ti fa entrare profondamente nella vita del luogo, nelle sue ricchezze e nelle sue problematiche. La mia esperienza in Abruzzo mi ha fatto toccare con mano la drammaticità del terremoto del 2009 e del periodo post sisma. Ho visto anche la resilienza e il coraggio delle tante persone che ho incontrato.

  4. Essere tutt’uno con la Natura: per questa esperienza la Natura merita un punto a parte. Stare a contatto con la Natura, con le mosche che ti svegliano la mattina e con l'acqua della doccia che va ad energia solare non ha prezzo. Essere un tutt’uno con la Natura è forse uno dei sentimenti di paradiso più forte che si possano vivere. Che dire poi dell’unicità della natura di questa zona poco conosciuta ma strabiliante? I colli non sono coperti di alberi come sulle Alpi, ma sono tutti un pascolo e cambiano colore a seconda della stagione: tutto si ammanta di bianco neve in inverno, poi arriva il verde fresco della primavera e, quando sono andato io, il colore dell’oro dell'estate.

Ci sono posti che ti entrano nel cuore e non lo lasciano più: il vasto altopiano attorno al Gran Sasso è un luogo mistico che chiamano il piccolo Tibet d’Italia. E come vi ho raccontato dalla mia esperienza merita tale nome…e non solo per i paesaggi.


Volunteering in the Little Tibet of Italy


Recommended song: Big Parade, The Lumineers
Recommended book: The master and Margarita, Mikhail Bulgakov
Recommended activity: Volunteering to help the area

Volunteer to discover the area

Volunteering is an experience that breaks the mold and opens you up to the world in a new way. Today I'll tell you about one of the most intense experiences of my life: the period spent in Abruzzo near the Gran Sasso park and Aquila in 2014, doing volunteer work for Legambiente. I lived for two weeks in the hills at the foot of the Gran Sasso in a small village called Pescomaggiore. We slept in houses with walls made of straw due to the high seismicity of the place. Our task was to help trace a path that from the village of Pescomaggiore led to Santo Stefano di Sessanio passing through the mountains near the Gran Sasso Park. The experience, between life in community and the days spent in the middle of nature, was, and I am not exaggerating, revolutionary for my life. Every morning we spent half a day in the mountains looking for paths between fields and pastures and looking for water sources to create an alternative path to rediscover the territory. Why the water sources? Because it is necessary to study a path where travelers can also drink while walking, also given the absence of shade.


One of the most vivid memories I have is the arrival in Santo Stefano di Sessanio: we were able to design an alternative route to that of cars and asphalt to rediscover places where time passes in a different way, where great Abruzzese shepherds protect flocks of sheep like white sentinels and where the pastures are lost in the horizon combed by the wind that comes from the Adriatic.


Why volunteer


Therefore, I wholeheartedly recommend a volunteer experience because:

  1. A small revolution: it may seem obvious, but it is absolutely true. Helping people, nature and animals enriches both those who receive and those who give., Offering the opportunity to understand that happiness is not found in things but is a state of mind. Happiness is to be and not to have. After those days spent in Abruzzo, I experienced a little personal revolution of mine. Living a volunteer experience makes you understand that authentic happiness does not come from the most beautiful place in the world or from the most beautiful or expensive hotel in the world. Happiness is found in little things and in knowing how to grasp them, in sharing moments and, finally, in being able to see the beauty in everything that surrounds us.

  2. Community life: living a volunteer experience lets you touch what cooperation means. During our stay, we all took care of the common areas and in shifts we cooked, cleaned and took care of the garden. Perhaps the best memory I have about community life is cooking. Each day each of us cooked something different, putting the flavors of our place of origin in our dishes, mixed with local products. I remember that we cooked a lot of spelled and, which was extraordinary for me boy from the city, we ate what nature offered us: nettle salad (for those who have never tasted it, it is delicious, as is the soup), sage and rosemary in batter from the garden and then herbal teas with the flowers that we found higher up (rather bitter but it seems they were good).

  3. A new perspective: having a volunteer experience offers you a new perspective on life. It makes you enter deeply into the life of the place, its riches and its problems. My experience in Abruzzo made me touch the drama of the 2009 earthquake and the post-earthquake period. I also saw the resilience and courage of the many people I met.

  4. Being one with Nature: Nature deserves a separate point for this experience. Being in contact with Nature, with the flies that wake you up in the morning and with the water from the shower that runs on solar energy is priceless. Being one with Nature is perhaps one of the strongest feelings of paradise that can be experienced. What about the uniqueness of the nature of this little known but amazing area? The hills are not covered with trees like in the Alps, but they are all a pasture and change color according to the season: everything is covered with white snow in winter, then comes the fresh green of spring and, when I went, the color of gold of summer.

There are places that enter your heart and never leave it: the vast plateau around the Gran Sasso is a mystical place that they call the little Tibet of Italy. And as I told you from my experience it deserves this name… and not just for the landscapes.

  • Facebook
  • Instagram

 © Independent Traveler 2020