• Francesco Vittone

Il significato del surf

Canzone consigliata: Waves, Mr. Probz
Libro consigliato: Lo zen e l'arte di fare surf, Winki Garuda
Attività consigliata: Scivolare sulle onde come gli antichi popoli

Il surf (in hawaiiano he'e nalu, "scivolare sulle onde") non è uno sport, un’attività o un hobby: il surf è una passione, una vocazione, una preghiera alla Natura.

Il surf nasce nella Polinesia e nelle Hawaii - alcuni dicono sulle coste del Perù - e nei popoli di queste zone possedeva un profondo significato mistico tanto che esistevano templi davanti agli spot più famosi e i sacerdoti sferzavano il mare per chiamare le onde. Nelle Hawaii era in uso il Makahiki, una festa annuale della durata di tre mesi che cominciava con l’arrivo delle grandi wave del Nord. Questa festività segnava la fine del periodo di lavoro e l'inizio di un periodo di grandi feste in cui vi erano canti e danze e veniva praticato il surf. Questo rapporto così intenso con il mare giunse al termine con l’arrivo dei colonizzatori europei: i missionari calvinisti vietarono tale pratica per le nudità esposte. Bisogna aspettare la fine dell’800 per una rivitalizzazione del Surf.


Il surf nasce panteista, in una società con un profondo rispetto della natura, in cui il dominio e lo sfruttamento della terra propri delle cosiddette società “sviluppate” non esiste. Ancora oggi il surf, rispetto ad altri sport, non intacca la Natura, ma si basa sulla simbiosi con questa. Bisogna essere in equilibrio dentro e fuori. Aspettare l’onda dietro le proprie spalle. Quell’onda, insieme amica e nemica, che a tratti sembra viva e che interagisce con il tuo corpo e la tua tavola. A volte sembra indifferente perché troppo alta, troppo forte o troppo debole per permetterti di volare con lei.


Il surf ti permette di essere in comunione con la Natura, con gli esseri viventi, con la Terra e in ultima istanza con l’Universo. Tale comunione risulta curativa per molte persone: esiste la categoria dei “soul surfer” che, come teorizzato da Bron Taylor, considerano il surf come una pratica profondamente significativa che apporta benefici fisici, psicologici e spirituali.


Un rapporto così intenso con la Natura non può non avere un risvolto ambientalista: il surf ti insegna il rispetto per il Pianeta Terra e tutte le forme di vita che lo popolano. Se ti immergi in un mare inquinato, pieno di plastica, in una spiaggia piena di detriti, vedi e senti quella ferita su di te. Ma quando sei in un mezzo alle onde senti la maestosità della Natura e soprattutto il suo essere non qualcosa da sfruttare ed esaurire, ma una forza che si rivela a chi sa ascoltare.


Il surf ti insegna i limiti dell’uomo, ti insegna che non esiste un bottone per trasformare un mare piatto in onde da sogno. Se il Mare vuole, bene. Altrimenti, niente onde. Ti insegna a relazionarti con la Natura come dovevano relazionarsi i primi uomini con essa.

È difficile non sentire lo spirito di qualcosa di molto più grande di noi mentre sotto la tavola l’acqua ti porta in alto e un’onda passa sotto di te.

È difficile non sentire l'Universo quando porti la tua tavola poco prima che l’onda si rompa e, di fronte a te, vedi l’onda che passa e si rompe su se stessa in un arcobaleno di goccioline. La tavola scende, pronta per l'arrivo di un'altra onda. Perché per cavalcare un’onda bisogna ascoltare l’universo, e l’universo è fondato sulle onde che trasmettono energia ovunque.


Tutto è onde. L’universo dello spazio e della materia è carico di energia, onde di energia. Come gli echi del battito del cuore dell’essere assoluto, le onde esprimono la volontà divina. Danno forma all’universo. Le onde passano attraverso tutto: acciaio, pietra, carne e sangue, acqua, aria e spazio allo stesso modo. Le onde sono l’impronta, la firma, non solo della vita, ma dell’esistenza stessa. (Drew Kampion, Il libro delle onde)

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