• Chiara De Pace

Langhe: una Terra patrimonio dell'umanità


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Canzone consigliata: Aida, Rino Gaetano
Libro consigliato: La Malora, Fenoglio
Attività consigliata: Scoprire il territorio attraverso il vino, visitando le cantine del posto

Langhe-Roero e Monferrato: i paesaggi vinicoli del Piemonte dal 2014 sono parte del Patrimonio UNESCO in quanto testimonianza unica del rapporto tra uomo e natura nella produzione del vino. È un territorio conosciuto in un tutto il mondo per l’eccellenza dei vini che produce: Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto, Asti Spumante, Arneis e così via. Un terreno dalle qualità uniche unito ad un patrimonio di saperi e di tecniche, basato sulla conoscenza profonda delle vigne.


Langhe: un patrimonio da conservare

I paesaggi vitivinicoli piemontesi sono la testimonianza di un tessuto economico-sociale sostenibile che dall’antichità ad oggi è sempre stato capace di adattarsi e di innovarsi. Il sito delle Langhe-Roero e Monferrato si estende per più di 10 mila ettari, sdraiato su colline coperte di vigneti punteggiate qua e là da piccoli borghi. Ci si potrebbe chiedere: perché è diventato patrimonio UNESCO?

Oggi siamo sempre più consapevoli dei danni che un turismo selvaggio unito alla speculazione edilizia possono fare ad un territorio, con il rischio che i luoghi unici e straordinari del nostro pianeta rischino di rovinarsi e di compromettersi. L’Unesco cerca di tutelare il territorio e di salvarlo da questo destino, certificando i luoghi da proteggere e conservare integri, definendoli in qualche modo un patrimonio collettivo dell’intera umanità.

Naturalmente, c’è anche l’altro lato della medaglia ossia il rischio di rendere estremamente noto un luogo con tutto ciò che la notorietà comporta oggi: turismo di massa e inquinamento fino ad arrivare ad uno snaturamento dell’identità originaria del luogo e ad una sorta di “mercificazione” della cultura locale.


La soluzione a tutto questo risiede in un turismo sostenibile che si fondi su giustizia sociale ed economica, che metta al centro gli interessi della comunità locale prima che dei turisti, sul diffondere una cultura del rispetto e di buone pratiche presso i viaggiatori. Ecco, il paesaggio vitivinicolo piemontese è una delle zone più integre d’Italia dal punto di vista storico-naturalistico dove, ormai da secoli, il territorio viene plasmato dall’uomo che, però, rispetta questo territorio nella piena consapevolezza di come la nostra più grande ricchezza sia la Natura.


Degustazione in cantina: scoprire il territorio attraverso i suoi sapori

Una caratteristica del territorio langarolo è la presenza di un sistema interconnesso e capillare di cascine, aziende vitinicole, cantine ed enoteche. Noi abbiamo scelto di provare l’esperienza di assaggiare un bicchiere di vino con chi lo ha prodotto, intraprendendo un vero e proprio viaggio tra le colline delle Langhe e tra i suoi sapori.


Cà Neuva è un’azienda agricola situata nella frazione Santa Lucia a Dogliani, zona di produzione del Dogliani Docg, un territorio non ancora compromesso che mantiene, accanto ai vigneti, altre colture come i noccioli, i prati per l’allevamento e alcune zone boschive. Cà Neuva ha saputo accogliere le innovazioni tecnologie, mantenendo sempre intatte le proprie radici e tradizioni.


Durante la degustazione, ci è stata raccontata la storia del vino che stavamo bevendo e come era stato affinato dall’uva all’imbottigliamento. Abbiamo cominciato con l’unico bianco tra i rossi ovvero l’Arneis, fresco e fruttato, che ha subito messo in chiaro una cosa molto importante: in campagna i ritmi sono dettati dalla natura. L’Arneis oggi, come anche il Dolcetto, ha una gradazione alcolica maggiore di un tempo perché, a causa di estati sempre più calde, la vite produce meno frutti, ma più zuccherini e quindi più alcolici. Se trent’anni fa c’erano determinati vini, oggi il panorama sta cambiando e non sempre in peggio: il Dolcetto, ad esempio, è diventato un gran bel vino, ad alta gradazione e ben strutturato.

Dopo il trittico dei Dogliani, siamo passati al Nebbiolo, il vitigno delle Langhe per eccellenza da cui vengono prodotti, oltre al Nebbiolo, il Barbaresco e il Barolo. Di quest'ultimo si dice che sia il re dei vini e il vino dei re. Perché? I Savoia hanno avuto un ruolo decisivo nel diffonderlo nelle corti di tutta Europa in quanto vino eccezionale che rimane fermo ben 3 anni nel legno e 1 anno in bottiglia. Insomma, bisogna aspettare 4 anni per gustare questo meraviglioso prodotto della terra. Con il passaggio al Barolo i gusti fruttati diventano spezie.


Ci ha colpito molto toccare con mano - o meglio con il palato - quanto il vino sia una sostanza viva: il Dogliani Riserva trascorre 9-10 mesi in vasca e, rispetto al Dolcetto di Dogliani, ha un colore più scuro, un gusto più fruttato e guadagna mezzo grado in termini di gradazione alcolica. È la testimonianza che il vino è qualcosa di vivo che nasce dalla terra e i cui gusti arrivano dalla terra. Come trovare i profumi e i gusti presenti in un vino? Basta guardarsi attorno: nel territorio di Dogliani, ad esempio, ci sono boschi, rovi, cespugli di rose, piante di pesche e nocciole che in qualche modo tornano nel vino perché il terreno è lo stesso e le radici prendono gli stessi elementi chimici dalla terra. Ciò che fa la differenza per il vino sono la terra e il sole. Galileo Galilei diceva: Altro il vino non è se non la luce del sole mescolata con l'umido della vite.






Recommended song: Aida, Rino Gaetano
Recommended book: La Malora, Fenoglio
Recommended activity: Discover the area through wine, visiting the local wineries

Langhe-Roero and Monferrato : Piedmont's wine landscapes have been part of the UNESCO World Heritage since 2014 as a unique testimony of the relationship between man and nature in the production of wine. It is a territory known throughout the world for the excellence of the wines it produces: Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto, Asti Spumante, Arneis and so on. A land with unique qualities combined with a wealth of knowledge and techniques, based on a deep knowledge of the vineyards.


Langhe: a heritage to be preserved


The Piedmontese wine landscapes are the testimony of a sustainable economic-social fabric that from ancient times to today has always been able to adapt and innovate. The Langhe-Roero and Monferrato site extends over more than 10 thousand hectares, lying on hills covered with vineyards dotted here and there with small villages. One might ask: why did it become a UNESCO heritage site?

Today we are increasingly aware of the damage that wild tourism combined with building speculation can do to a territory, with the risk that the unique and extraordinary places on our planet risk being ruined and compromised. Unesco tries to protect the territory and save it from this fate, certifying the places to be protected and preserved intact, somehow defining them as a collective heritage of all humanity.

Of course, there is also the other side of the coin, that is the risk of making a place extremely well known with all that fame entails today: mass tourism and pollution up to a distortion of the original identity of the place and a sort of "commodification" of local culture. The solution to all this lies in sustainable tourism based on social and economic justice, which puts the interests of the local community at the center before that of tourists, on spreading a culture of respect and good practices among travelers. Here, the Piedmontese wine landscape is one of the most intact areas of Italy from a historical-naturalistic point of view where, for centuries, the territory has been shaped by man who, however, respects this territory in full awareness of how our most great wealth is Nature.


Degustazione Tasting in the cellar: discover the territory through its flavours


A characteristic of the Langhe area is the presence of an interconnected and widespread system of farmhouses, wineries, cellars and wine bars. We have chosen to try the experience of tasting a glass of wine with the person who produced it, embarking on a real journey through the hills of the Langhe and its flavors. Cà Neuva is a farm located in the hamlet of Santa Lucia in Dogliani, the production area of ​​Dogliani Docg, a territory not yet compromised that maintains, alongside the vineyards, other crops such as hazelnuts, meadows for breeding and some wooded areas . Cà Neuva has been able to welcome technological innovations, always keeping its roots and traditions intact. During the tasting, we were told the story of the wine we were drinking and how it was aged from the grapes to bottling. We started with the only white among the reds, namely Arneis, fresh and fruity, which immediately made one very important thing clear: in the countryside, the rhythms are dictated by nature. Today Arneis, as well as Dolcetto, has a higher alcohol content than in the past because, due to increasingly hot summers, the vine produces less fruit, but more sugary and therefore more alcoholic. If thirty years ago there were certain wines, today the landscape is changing and not always for the worse: Dolcetto, for example, has become a great wine, with a high alcohol content and well structured.


After the triptych of the Dogliani, we moved on to Nebbiolo, the Langhe grape variety par excellence from which Barbaresco and Barolo are produced, in addition to Nebbiolo. The latter is said to be the king of wines and the wine of kings. Because? The Savoy family had a decisive role in spreading it in the courts of all of Europe as an exceptional wine that remains still for 3 years in wood and 1 year in bottle. In short, you have to wait 4 years to enjoy this wonderful product of the earth. With the transition to Barolo, the fruity flavors become spices. We were very impressed to touch with hand - or rather with the palate - how much wine is a living substance: Dogliani Riserva spends 9-10 months in the tank and, compared to Dolcetto di Dogliani, has a darker color, a more fruity taste. and gains half a degree in terms of alcohol content. It is the testimony that wine is something alive that comes from the earth and whose tastes come from the earth. How to find the aromas and tastes present in a wine? Just look around: in the Dogliani area, for example, there are woods, brambles, rose bushes, peaches and hazelnuts that somehow return to the wine because the soil is the same and the roots take the same chemical elements from the earth. . What makes the difference for wine are the earth and the sun. Galileo Galilei said: Wine is nothing but the sunlight mixed with the moisture of the vine.

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