• Chiara De Pace

Folegandros: tra terra e mare

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Canzone consigliata: Heart of Gold, Neil Young
Attività consigliata: Cercare una chiesetta sperduta da cui guardare il tramonto

Arrivando dal mare, Folegandros sembra un assolato scoglio in mezzo al blu. Il porto di Karavostasi ti accoglie con una manciata di splendide casette imbiancate a calce, simbolo di questa terra unica che è l’arcipelago delle Cicladi. Ma Folegandros sfugge ogni etichetta: il porto è più piccolo rispetto ad altre isole di dimensioni maggiori come Paros o Naxos, la Chora è meno turistica e le spiagge sono pronte a sorprenderti.


Si racconta che il nome Folegandros derivi dalla parola fenicia phelekgundari che significa, non a caso, “terra rocciosa”: la Chora, infatti, sorge su un piccolo altopiano a strapiombo sul mare che offre uno scorcio straordinario sul Mediterraneo. Non dimenticherò mai la mattina del nostro arrivo sull’isola che ci ha accolto con un’incredibile vista sul mare dalla piazzetta di fronte al Castro. Il Castro, la parte più antica della Chora, è un insediamento medievale costruito per proteggere gli abitanti dell’isola dalle invasioni nemiche. Il lato nord si affaccia sul bordo di una scogliera e le case a strapiombo, alcune di più di 1000 anni, sono tutt’oggi abitate.


Di fronte all’antico Castro potete trovare una piccola piazza che offre, a parere nostro, la vista più straordinaria dell’isola e forse di tutte le Cicladi: l’Egeo si spalanca di fronte in tutta la sua immensità, dando quasi le vertigini. Noi ce ne siamo innamorati all’istante tanto da tornarci a tutte le ore: all’alba quando la luce è ancora rosata, a mezzogiorno quando il sole non ha pietà e non regala ombre e al tramonto quando la luce diventa d’oro.


La vista dalla piazza del Castro

Sempre sulla piazza del Castro c’è un grazioso locale Η Πούντα (Pounta), con i tavolini interni all’ombra di un pergolato e di cespugli di bouganville, che noi abbiamo scelto come base per la colazione: se amate lo yogurt greco cosparso di miele, con la possibilità anche di varianti più “continentali” (con cereali o pezzi di cioccolato), questo è il posto che fa per voi. Oltre ad essere perfetto per dare un’occhiata dal balcone a strapiombo, sia prima che dopo colazione, alla finestra sul mare.


Di seguito vi raccontiamo il nostro primo incontro con l’isola e con le sue bellissime spiagge.


Tra terra e mare

Il primo giorno sull’isola abbiamo deciso di abbandonarci subito alla magia di Folegandros. Molti pensano che le Cicladi siano tutte uguali: casette bianche, piccoli porti di mare, qualche tavolino per mangiare fuori e atmosfera festaiola. Il nostro straordinario viaggio tra cinque isole - Folegandros, Naxos, Koufonissi, Amorgos e Donoussa - ci ha dimostrato esattamente il contrario: ogni isola ha un’anima unica e tradizioni fortemente radicate nel territorio e nelle persone che lo abitano.

Folegandros è un’isola rurale dove si incontrano anziani greci in sella ad un asino, sempre pronti regalarti un saluto, e dove gli isolani si occupano principalmente di agricoltura e di allevamento del bestiame con una percentuale minore di pescatori. Gli abitanti dell’isola consumano carne, latticini e verdura di produzione propria o locale. Folegandros, pur essendo immersa nel blu dell’Egeo, è un’isola fortemente legata alla terra tanto che il piatto tipico dell’isola è la Matsata: è una pasta simile alle tagliatelle italiane con la differenza che l’impasto non prevede l’uovo, accompagnata da carne di coniglio e formaggio di capra fresco all’origano.

L'isola di fronte a Livadi Beach

Ma non fatevi ingannare dallo spirito di terra di Folegandros: la sua terra rocciosa nasconde delle splendide calette dove l’acqua è talmente trasparente da confondersi con il cielo. La prima spiaggia in cui siamo andati è Livadi Beach, facilmente raggiungibile dal porto di Karavostasis: basta prendere la strada lungo la costa a destra del paese (tenendo la Chora alle spalle), superare le due spiagge di Latinaki e Puntaki Beach e si arriva a destinazione. Oltre ad un mare trasparente, la peculiarità di Livadi è che offre una splendida vista su una piccola isola disabitata proprio di fronte dove, come sempre in Grecia, c’è solo una chiesetta bianca.


Il giorno dopo abbiamo deciso di avventurarci all’interno dell’isola verso Agali (Αγκάλη) che è collegata alla Chora da una bellissima strada panoramica e ben segnalata da cartelli stradali. Non fatevi spaventare dalla ripida strada in discesa che porta alla spiaggia di Agali: il mare e il paesino ne valgono assolutamente la pena. Se decidete di arrivarci in autobus la fermata è in cima alla strada, mentre - se siete dei guidatori sportivi - è possibile percorrere la strada sterrata (ma in ottime condizioni) fino in fondo con uno scooter o un quad.

Agali, a circa 4 km dalla Chora, è un piccolo insediamento di casette bianche affacciato su un’acqua cristallina che non delude mai. Un bagno è d’obbligo! La spiaggia è sabbiosa e non attrezzata, ma circondata da punti di ristoro.


La baia di Agali

Agali, inoltre, è il punto di partenza per raggiungere un’altra caletta da sogno: Agios Nikolaos. Questa splendida spiaggetta è raggiungibile sia a piedi, tramite un sentiero di circa 20 minuti di cammino, che in barca. Noi abbiamo scelto la barca: parte ogni mezz’ora ed è guidato, almeno quando siamo andati noi, da un pescatore dalla pelle cotta dal sole che parla solo greco. La barchetta fa una tappa intermedia alla spiaggia di Livakadi, incastonata tra le rocce e accessibile solo tramite barca.


Agios Nikolaos è una splendida mezzaluna di sabbia che dà su un’acqua trasparente (l’ho già detto che l’acqua in Grecia è incredibile?) e color azzurro-smeraldo con un fondale misto tra rocce e sabbia, perfetto per fare un po’ di snorkeling. La location è talmente bella che molti scelgono di fermarsi fino a cena presso la taverna Papalagi, situata proprio sulla spiaggia.

La vista dall'alto su Agios Georgios

Infine, vi racconto di Agios Georgios che ci ha regalato un’esperienza unica della Grecia per diversi motivi. La spiaggia si trova sulla punta nord-occidentale dell’isola ed è raggiungibile solo a piedi, percorrendo un’antica mulattiera per circa 45 minuti di cammino (occhio che il ritorno è in salita) oppure con un mezzo privato. Sì, non esistono mezzi di trasporto pubblico né di terra né di mare che collegano Agios Georgios con il mondo. Infatti, è una delle spiagge meno conosciute di Folegandros e che, forse per questo motivo, ha mantenuto un’atmosfera unica nel suo genere. Arrivando da Ano Meria, la si scorge in fondo ad una ripida discesa sterrata: una minuscola striscia di sabbia, incastonata tra le rocce dove il meltemi soffia senza pietà (il mare, infatti, era mosso) e dove non ci sono taverne né case.


Agios Georgios, però, non ci ha regalato “solo” uno scorcio della Grecia più selvaggia, ma anche un incontro con i suoi volti più autentici. Scendendo infatti, abbiamo scorto un pastore seduto su un muricciolo, intento a guardare il mare, e un secondo dedito a mungere una capra. Era una scena così unica in questa terra brulla e assolata che è Folegandros che non abbiamo resistito: abbiamo gridato un “ciao”, sventolando la mano e chiedendo a gesti se potevamo avvicinarci. Gli abitanti delle isole greche sono un popolo straordinario: il pastore ha alzato la testa e ci ha rivolto un grandissimo sorriso bianco contro la pelle scura cotta dal sole, facendo segno di sì con la testa. E così, senza parlare, ci ha mostrato come si munge una capra, regalandoci uno dei momenti più belli dei nostri viaggi.

Questo è stato l’inizio del nostro viaggio tra le Cicladi. In un prossimo articolo vi racconteremo della magia di Ano Meria e del fascino straordinario della Chora di Folegandros.




Folegandros: between land and sea


Recommended song: Heart of Gold, Neil Young
Recommended activity: Look for a remote church from which to watch the sunset

Coming from the sea, Folegandros looks like a sunny rock in the middle of the blue. The port of Karavostasi welcomes you with a handful of beautiful whitewashed houses, a symbol of this unique land that is the Cyclades archipelago. But Folegandros defies all labels: the port is smaller than other larger islands such as Paros or Naxos, the Chora is less touristy and the beaches are ready to surprise you. It is said that the name Folegandros derives from the Phoenician word phelekgundari which means, not surprisingly, "rocky land": the Chora, in fact, stands on a small plateau overlooking the sea that offers an extraordinary glimpse of the Mediterranean. I will never forget the morning of our arrival on the island that welcomed us with an incredible view of the sea from the square in front of the Castro. The Castro, the oldest part of the Chora, is a medieval settlement built to protect the inhabitants of the island from enemy invasions. The north side overlooks the edge of a cliff and the overhanging houses, some over 1000 years old, are still inhabited today.


In front of the ancient Castro you can find a small square that offers, in our opinion, the most extraordinary view of the island and perhaps of all the Cyclades: the Aegean opens up in all its immensity, almost making you dizzy. We fell in love with it instantly enough to go back at any time: at dawn when the light is still pink, at noon when the sun has no mercy and gives no shadows and at sunset when the light turns gold. Also in the Castro square there is a nice place Η Πούντα (Pounta), with indoor tables in the shade of a pergola and bougainvillea bushes, which we have chosen as a base for breakfast: if you love Greek yogurt sprinkled with honey, with the possibility of even more “continental” variants (with cereals or pieces of chocolate), this is the place for you. In addition to being perfect for taking a look from the overhanging balcony, both before and after breakfast, at the window overlooking the sea. Below we tell you about our first encounter with the island and its beautiful beaches.



Between land and sea


The first day on the island we decided to immediately abandon ourselves to the magic of Folegandros. Many think that the Cyclades are all the same: white houses, small sea ports, a few tables for eating out and a party atmosphere. Our extraordinary journey across five islands - Folegandros, Naxos, Koufonissi, Amorgos and Donoussa - showed us exactly the opposite: each island has a unique soul and traditions deeply rooted in the territory and in the people who live there. Folegandros is a rural island where you meet elderly Greeks riding a donkey, always ready to give you a greeting, and where the islanders are mainly engaged in agriculture and livestock breeding with a smaller percentage of fishermen. The inhabitants of the island consume meat, dairy products and vegetables of their own or local production. Folegandros, despite being immersed in the blue of the Aegean, is an island strongly linked to the earth so that the typical dish of the island is Matsata: it is a pasta similar to Italian tagliatelle with the difference that the dough does not include the egg , accompanied by rabbit meat and fresh goat cheese with oregano. But don't be fooled by the earth spirit of Folegandros: its rocky land hides beautiful coves where the water is so transparent that it merges with the sky. The first beach we went to is Livadi Beach, easily reachable from the port of Karavostasis: just take the road along the coast to the right of the town (keeping the Chora behind), pass the two beaches of Latinaki and Puntaki Beach and you will arrive at destination. In addition to a transparent sea, the peculiarity of Livadi is that it offers a splendid view of a small uninhabited island right in front of it where, as always in Greece, there is only a small white church.


The next day we decided to venture inside the island towards Agali (Αγκάλη) which is connected to the Chora by a beautiful panoramic road and well marked by road signs. Don't be scared by the steep downhill road that leads to Agali beach: the sea and the village are absolutely worth it. If you decide to get there by bus the stop is at the top of the road, while - if you are a sporty driver - it is possible to travel the dirt road (but in excellent condition) to the end with a scooter or quad. Agali, about 4 km from Chora, is a small settlement of white houses overlooking a crystal clear water that never disappoints. A bathroom is a must! The beach is sandy and not equipped, but surrounded by refreshment points. Agali is also the starting point for reaching another dream cove: Agios Nikolaos. This splendid beach can be reached either on foot, via a path of about 20 minutes, or by boat. We chose the boat: it leaves every half hour and is guided, at least when we went, by a sun-baked fisherman who speaks only Greek. The boat makes an intermediate stop at Livakadi beach, set among the rocks and accessible only by boat.


Agios Nikolaos is a splendid crescent of sand overlooking a transparent water (did I already say that the water in Greece is incredible?) And blue-emerald with a mixed seabed of rocks and sand, perfect for doing some 'of snorkeling. The location is so beautiful that many choose to stay for dinner at the Papalagi tavern, located right on the beach. Finally, I'll tell you about Agios Georgios who gave us a unique experience of Greece for several reasons. The beach is located on the north-western tip of the island and can only be reached on foot, along an ancient mule track for about 45 minutes (be aware that the return is uphill) or by private vehicle. Yes, there are no means of public transport neither by land nor by sea that connect Agios Georgios with the world. In fact, it is one of the lesser known beaches of Folegandros and which, perhaps for this reason, has maintained a unique atmosphere of its kind. Coming from Ano Meria, you can see it at the bottom of a steep dirt descent: a tiny strip of sand, set among the rocks where the Meltemi blows mercilessly (the sea, in fact, was rough) and where there are no taverns or houses. Agios Georgios, however, did not give us “only” a glimpse of the wildest Greece, but also an encounter with its most authentic faces. In fact, going down, we saw a shepherd sitting on a low wall, intent on looking at the sea, and a second one dedicated to milking a goat. It was such a unique scene in this barren and sunny land that is Folegandros that we couldn't resist: we shouted a “hello”, waving our hand and gesturing if we could get closer. The inhabitants of the Greek islands are an extraordinary people: the shepherd raised his head and gave us a huge white smile against his dark skin baked by the sun, nodding yes. And so, without speaking, he showed us how to milk a goat, giving us one of the best moments of our travels.


This was the beginning of our journey through the Cyclades. In a future article we will tell you about the magic of Ano Meria and the extraordinary charm of the Chora of Folegandros.




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